• Dialoghi

    Due chiacchiere con una Tagesmutter

    Se c’è una professione nascente che mi incuriosisce molto è quella della Tagesmutter, parolone tedesco che sta per “Mamma di giorno”, diffusa già da tempo nei Paesi del Nord Europa e, negli ultimi anni, anche in Italia.

    Gli impegni lavorativi sono sempre più gravosi, gli orari poco flessibili, le strutture per l’infanzia non sempre presenti sul territorio, spesso troppo piene o costose, e in ogni caso vincolate a precisi orari di apertura e di chiusura, quindi, perché non affidare i propri piccoli a un “nido familiare”, ovvero, a una donna-mamma che mette a disposizione la propria casa e le proprie competenze didattiche ed educative per un piccolo gruppo di bambini?

  • Gruppi e Società

    Quando la massa diventa “web”

    “(…) All’interno di una massa e per influsso di questa, il singolo subisce una profonda modificazione della propria attività psichica.”

    Era il 1921 quando Sigmund Freud scrisse queste parole nel suo prezioso Psicologia delle masse. Quest’opera, così significativa sia per l’evoluzione della psicoanalisi che per la storia della psicologia dei gruppi, mi ritorna in mente in questi giorni così densi di dibattiti sul “web” e sulla sua “follia”.

    Dalla pubblicazione di quest’opera, ancora incentrata sul modello pulsionale, è passato ormai quasi un secolo; gli studi e le ricerche sulle folle, le masse, i gruppi allargati, sono stati innumerevoli, nell’ambito della psicologia sociale, della psicodinamica dei gruppi, della psicologia di comunità. La tendenza, che compare in ogni moltitudine umana, a formare una massa psicologica è stata ben scandagliata, così come le caratteristiche tipiche dei grandi gruppi.

  • Gruppi e Società

    La lunga scia del terremoto

    Inizialmente, ho accolto sia con fastidio che con stupore, le varie indignazioni polemiche che si sono susseguite a raffica, una dietro all’altra, a partire dal giorno in cui si è verificata la prima violenta scossa di terremoto fino ad oggi, mobilitando l’opinione pubblica ora in un verso, ora in un altro, alimentando tensioni, sollevando polveroni.

    Ormai l’informazione, e la falsa informazione, corrono principalmente lungo i binari dei social network, ed è noto quanto indignazioni e contro-indignazioni siano quasi “indotte” dalla condivisione a catena di link e (pseudo) notizie. È noto, inoltre, quanto queste indignazioni abbiano vita breve e vengano velocemente soppiantate da altre. L’estate del 2014, ad esempio, ha visto una mobilitazione generale intorno alla questione palestinese, una mobilitazione accesa, viva, conflittuale, che improvvisamente si è interrotta. Lo stesso è accaduto l’estate successiva, nel 2015, quando l’attenzione di tutti si è concentrata sulla situazione critica della Grecia, fino a che, sempre all’improvviso, nessuno si è più chiesto che fine avessero fatto i greci. E così è accaduto tutte le altre volte in cui si è verificato un attentato, un golpe, un incidente ferroviario.

  • Esplorazioni

    Matera. Il passato che non passa

    La Basilicata è una regione che ho nel cuore. Discreta, un po’ nascosta, piena di ricchezze naturali e paesaggistiche, di piccoli paesi da scoprire. Schiacciata tra la più estrosa Campania e la più turistica Puglia, rischia di essere relegata nel dimenticatoio, spesso confusa con le vicine, solo faticosamente associata a qualche caratteristica, quasi come se non avesse una propria identità.

    Sarà che metà del mio sangue proviene da quelle terre che ho avuto modo di conoscere presto, credo fermamente che sia un’area geografica degna di essere esplorata, osservata, studiata. Terra natale di Orazio, non presenta “soltanto” le bellezze naturali dei calanchi, delle dolomiti lucane e di un Parco Nazionale, ma porta nella sua storia e nella sua evoluzione i segni di una civiltà passata, forse in parte ancora viva, che è di notevole interesse antropologico, psicologico, sociologico. Basti pensare agli studi di Ernesto De Martino, che negli anni Cinquanta effettuò le sue spedizioni etnografiche nei paesini lucani, tra i contadini, concentrandosi sui rituali magico-religiosi praticati per affrontare la morte. O all’interesse di Carlo Levi per quella gente e quella realtà, ben ritratti in Cristo si è fermato a Eboli.

  • Esplorazioni

    Nel ventre di una città…

    Ci sono dei posti che colpiscono in maniera particolare, toccano corde molto profonde e rimangono impressi nella memoria insieme all’atmosfera che vi si respira.

    Qualche tempo fa ho visitato un posto che credo sia unico al mondo per la sua singolarità e che di certo non lascia indifferenti. Ne parlo qui per le riflessioni a cui permette di giungere, al crocevia tra psicologia, sociologia, etnologia, e per poter contribuire a divulgarne l’esistenza.

    Si tratta del Cimitero delle Fontanelle di Napoli, luogo al limite tra sacro e profano, cattolico e pagano, spirituale e feticista, realtà e fantasia, immenso ossario collocato all’interno di una cava tufacea, nella pancia vibrante della città, silenzioso, magico, affascinante.