Perché proprio un gomitolo?

Inserito in Sulla Psicologia

gomitoloE così, mi ritrovo a inaugurare questo spazio, che sarà di promozione della mia attività professionale, ma anche di riflessione intorno ai temi che più attirano la mia attenzione e che hanno un risvolto psicologico.

Dietro la scusa del “marketing”, infatti, termine che oggi si utilizza sempre più spesso e che ammetto di accostare solo faticosamente alla professione dello psicologo, ho forte e chiaro il desiderio di dare una forma scritta e comunicabile alle impressioni che mi ritrovo ad avere nella vita quotidiana da “osservatrice partecipe” di dinamiche e stimoli di tutti i tipi, e di condividere tali impressioni su mezzi che consentono di portare feedback e confronti. Si tratterebbe di una sorta di “diario di bordo”, insomma, in cui il viaggiatore non scriverebbe direttamente di se stesso, bensì del viaggio che lo colpisce. Tra l'altro, la figura dello psicologo ormai è molto cambiata. Psicologi e psicoterapeuti non sono più relegati nei loro studi, ma si interfacciano continuamente con la società, diffondendo la cultura psicologica anche grazie allo strumento del web. E in questa intenzione, condivisa dall’intera categoria professionale, di andare verso la società e di non rimanere chiusi nel proprio studio, scorgo un altro dei motivi che mi porta a scrivere qui oggi.

Qualsiasi argomento può essere guardato utilizzando una lente sensibile ai risvolti psicologici, che siano individuali o collettivi. Qualsiasi argomento è passibile di essere affrontato nella sua sfaccettatura più squisitamente “psichica”, che si tratti del contenuto di un libro o di un episodio di cronaca che scuote gli animi. Scrivere utilizzando quella lente vuol dire, a mio parere, non solo rilevare un dato di ricerca o descrivere una determinata sindrome, bensì attingere a tutti quei campi dell'azione e della creatività umana come a infinite fonti di riflessione.

Ma perché parlare di gomitolo? Il gomitolo è la prima immagine che mi è venuta in mente pensando alla complessità e agli ingorghi della mente umana, alle mille direzioni che può prendere un pensiero, all’ingarbugliamento di emozioni che la contraddistingue, all’impossibilità di riuscire a coglierla in maniera lineare. Quante volte tendiamo a definire incomprensibile un nostro comportamento o tortuoso un nostro pensiero? Ecco, da questo punto di vista ho trovato l'immagine del gomitolo molto calzante. Una metafora azzeccata.

La seconda immagine che mi è venuta in mente è stata … una cipolla! Già, proprio una cipolla. Dalle mie parti circola ancora un vecchio adagio denso di sapienza popolare: “A’ cap è ‘na sfogl e’ cipoll”, ovvero, “la testa è una sfoglia di cipolla”. La sottigliezza della sfoglia della cipolla, che al minimo colpo di vento può volar via, starebbe a indicare la fragilità e la labilità della mente umana, che priva di consistenza e di reali confini di colpo può cambiare idea, provare all’improvviso una strana emozione, impazzire, perdere colpi. Il fatto che la cipolla sia a strati rende ancor più l’idea della complessità della nostra psiche.

Sarebbe stato quantomeno bizzarro dedicare un sito/blog alla figura della cipolla, nonostante essa sia molto evocativa, così dopo aver onorato la saggezza propria dei vecchi proverbi, ho preferito utilizzare la metafora del gomitolo per riferirmi alla “stratificazione” che ci caratterizza e al mistero di certi ingorghi emotivi. E poi, per fortuna, non siamo solo mistero e labilità, abbiamo dei “fili” da cui possiamo partire per tentare di comprendere la nostra complessità, abbiamo delle consistenze e dei confini dati dall’intreccio delle nostre caratteristiche, portiamo con noi un senso che ci dà una continuità. Un senso che spesso ci sfugge ma che è insito nei nostri comportamenti e nelle nostre motivazioni, che sovente appare oscuro o nascosto dalla miriade di intenzioni coscienti che ci accompagna ogni giorno, ma che come un filo di lana riesce a percorrere strade tortuose per esprimersi e alla fine riesce a dare vita a una forma.

Quindi, vada per il gomitolo, e per le sue innumerevoli pieghe.