Matera. Il passato che non passa

Inserito in Esplorazioni

La Basilicata è una regione che ho nel cuore. Discreta, un po’ nascosta, piena di ricchezze naturali e paesaggistiche, di piccoli paesi da scoprire. Schiacciata tra la più estrosa Campania e la più turistica Puglia, rischia di essere relegata nel dimenticatoio, spesso confusa con le vicine, solo faticosamente associata a qualche caratteristica, quasi come se non avesse una propria identità.

Sarà che metà del mio sangue proviene da quelle terre che ho avuto modo di conoscere presto, credo fermamente che sia un’area geografica degna di essere esplorata, osservata, studiata. Terra natale di Orazio, non presenta “soltanto” le bellezze naturali dei calanchi, delle dolomiti lucane e di un Parco Nazionale, ma porta nella sua storia e nella sua evoluzione i segni di una civiltà passata, forse in parte ancora viva, che è di notevole interesse antropologico, psicologico, sociologico. Basti pensare agli studi di Ernesto De Martino, che negli anni Cinquanta effettuò le sue spedizioni etnografiche nei paesini lucani, tra i contadini, concentrandosi sui rituali magico-religiosi praticati per affrontare la morte. O all’interesse di Carlo Levi per quella gente e quella realtà, ben ritratti in Cristo si è fermato a Eboli.

Nel ventre di una città...

Inserito in Esplorazioni

Ci sono dei posti che colpiscono in maniera particolare, toccano corde molto profonde e rimangono impressi nella memoria insieme all’atmosfera che vi si respira.

Qualche tempo fa ho visitato un posto che credo sia unico al mondo per la sua singolarità e che di certo non lascia indifferenti. Ne parlo qui per le riflessioni a cui permette di giungere, al crocevia tra psicologia, sociologia, etnologia, e per poter contribuire a divulgarne l’esistenza. 

Si tratta del Cimitero delle Fontanelle di Napoli, luogo al limite tra sacro e profano, cattolico e pagano, spirituale e feticista, realtà e fantasia, immenso ossario collocato all’interno di una cava tufacea, nella pancia vibrante della città, silenzioso, magico, affascinante.

Se questo è amore

Inserito in Psicologia nel Cinema

“Primo amore” di Matteo Garrone. Avevo sentito parlare di questo film già al momento della sua uscita, ovvero nel 2004, ma nonostante mi avesse incuriosito fino a qualche mese non l’avevo ancora visto. Questo inverno l’ho cercato ed è stata una scoperta interessante quanto conturbante.

Ne scrivo qui, perché credo possa incuriosire gli appassionati di cinema a sfondo psicologico e di sguardi vicini alla crudezza di certe esperienze umane. Lo sguardo che ci offre Garrone, infatti, ci mostra un enorme disagio e un’enorme sofferenza nella loro essenzialità, in maniera secca, senza orpelli e fronzoli, ridotti all’osso e scarnificati come il corpo della protagonista, crudi come le verdure che è costretta a mangiare, fissi e immutabili come lo sguardo del protagonista.

Ancora il razzismo?

Inserito in Gruppi e Società

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Il tragico epilogo della storia già travagliata di Emmanuel, il nigeriano ucciso a Fermo, e la contemporanea riflessione sul numero crescente degli afroamericani uccisi dai poliziotti negli USA, hanno portato nuovamente l’opinione pubblica a soffermarsi sul fenomeno del razzismo che, strano ma vero, continua a pulsare.

Basta salire su un autobus, stare in fila alle poste, o girare tra le pagine dei social network, per ascoltare o leggere discorsi pieni di rabbia nei confronti dei migranti, che sembrano essere diventati il capro espiatorio verso cui riversare regolarmente rabbia e livore. L’aumento dei flussi migratori, in un periodo così critico dal punto di vista economico e lavorativo, sembra aver risvegliato nella popolazione già fragile ansie di tipo paranoico e reazioni difensive aggressive. La paura di essere invasi e di perdere la propria identità nazionale, strumentalmente utilizzata da leader politici poco accorti alle conseguenze di certe dichiarazioni, fa pensare a una regressione collettiva della capacità di integrare nella propria esperienza determinati eventi e di utilizzare difese costruttive ed evolute. Ma perché accade ciò?